Oltre il lessico: 8 esempi strutturali di creolizzazione

Con il ritmo attuale, nel giro di pochi decenni la lingua parlata in Italia sarà un creolo la cui eterogeneità lessicale, morfologica, ortografica e sintattica ricorderà il Nigerian Pidgin English, il Criollo haitiano, il Bahamian Creole, o il Chabacano delle Filippine. Se simili livelli di mescolanza non sono stati ancora raggiunti, è semplicemente perché non è ancora trascorso tempo sufficiente. È per questo che gli italiani del secolo XXI ci stanno lavorando con uno zelo e una rapidità senza precedenti nella storia.

Solamente nel giro di alcune settimane, gli iscritti a Campagna per salvare l’italiano hanno segnalato decine di esempi che vanno ben oltre la semplice sostituzione lessicale. Per ragioni di brevità, vi mostriamo alcuni dei più rappresentativi, non soffermandoci sul lessico, ma analizzando invece interferenze molto più profonde.

ESEMPLARE IBRIDO 1.

Corriere della Sera, quotidiano italiano, 03/03/2022

«Paris Fashion Week street style» è un’intera locuzione trapiantata al 100% dall’inglese, seguendo fedelmente le regole strutturali e sintagmatiche dell’inglese. Un lettore anglofono la comprenderebbe perfettamente. Con «In o out«, invece, entriamo in un ibrido. Se è vero che «in» sarebbe accettabile in entrambi le lingue, «out» è solamente inglese, mentre la presenza di «o«, italiano, fa iniziare il cortocircuito linguistico. A quale lingua si deve adeguare il cervello del lettore?
Se la frase interrogativa è quasi interamente in inglese, quella successiva sembra spostarsi maggiormente verso l’italiano. Colpisce l’oscillazione delle regole da una lingua all’altra. Mentre «Paris Fashion Week street style» ricalca fedelmente l’inglese, «look» in «Tra look di tendenza ed errori di stile«, viene riportata in singolare, senza la «s», secondo le regole dell’italiano.
Arriviamo al sommario, che ci offre un altro trapianto al 100% d’inglese in una frase italiana, per cui la sintassi deve essere interpretata secondo un continuo saltellare da una lingua all’altra e viceversa («Il meglio e il peggio dello» in italiano; «street style» in inglese; «della capitale francese» in italiano). La gemma però arriva con lo pseudo inglese «fashion addicted«, che in inglese sarebbe «fashion addict«, che dunque aggiunge all’intruglio già in atto un terzo elemento, quello di una pseudolingua. La conclusione ripropone le maiuscole spruzzate a casaccio nel titolo: «Chi è In e chi Out?«, ciliegina sulla torta di un vero e proprio creolo lessicale, sintattico e ortografico, roba che neanche Frankenstein.

ESEMPLARE IBRIDO 2

Dalla pagina Facebook di Best Movie, rivista italiana, 16/02/2022

Concentriamoci sulla frase «Le immagini faranno senz’altro felici i fan dello show live-action».
Ammettendo che questa frase debba essere interpretata secondo le regole dell’italiano, ci sarebbero comunque alcune ambiguità circa la comprensione. Perché si stanno impiegando termini inglesi che solamente mantengono il loro significato originale se posti nell’ordine previsto dalla sintassi inglese.
«Live-action«, con il trattino, ha funzione aggettivale esclusivamente se messo PRIMA di «show«.
Nel momento in cui è inserito DOPO il sostantivo «show«, smette di essere quello che è, specialmente se si mantiene il trattino. Aggiungiamo che, in italiano, i composti con il trattino non seguono assolutamente le regole e gli usi dell’inglese.
C’è poi la possibilità, per quanto remota, che «show» venga malinterpretato come verbo se davanti a «live-action» (il cui significato diventa incomprensibile se lasciato alla fine della frase con il trattino).
Tra l’altro, se l’idea fosse di attenersi alla sintassi italiana: dove è andata a finire la preposizione «in» che dovrebbe seguire «show» («il show in live action«)?
Insomma, se è sintassi italiana, c’è qualcosa di strano. Se è sintassi inglese, ci sono seri problemi di coesione.
Se si volesse rispettare la strutture sintattica dell’italiano, dovrebbe essere «I FAN DELLO SHOW IN LIVE ACTION», e dunque si tratterebbe «solamente» di un miscuglio lessicale.
Se si volesse ricalcare invece la sintassi inglese, dovrebbe essere «I FAN DEL LIVE-ACTION SHOW».
Invece, I FAN DELLO SHOW LIVE-ACTION, nell’originale, non segue le regole sintattiche di nessuna delle due lingue.

ESEMPLARE IBRIDO 3

Manifesto di un evento politico, Arezzo, Italia, 2021

Questo esempio è una testimonianza tra centinaia dell’ormai onnipresente regola secondo cui la contrarietà a qualcosa, nell’italiano di oggi, si debba esprimere quasi esclusivamente con il pidginesco No + sostantivo.
Pidginesco perché ricalca il cosiddetto Chinese Pidgin English parlato dalle comunità cantonesi di New York del secolo XIX con il loro tipico «No this, no that«.
Gli italiani, in Italia, lo usano ormai dappertutto, ma estendendone e deformandone il significato per affermare – appunto – opposizione verso qualcosa.
Se nel recente passato, in italiano, l’espressione di contrarietà e opposizione veniva espressa con il prefisso «anti» (anticapitalista, anticomunista, antifascista, antiproibizionista), oppure attraverso «contro+articolo+sostantivo» (contro la guerra, contro le leggi speciali, contro lo sfruttamento, contro la NATO, contro l’aborto), oggi si deforma qualcosa di vagamente inglese ibridando a mani basse con effetti sia a livello semantico che sintattico.
Nell’esempio concreto, a parte la morte ormai certificata di espressioni come «Giornata di/contro [sostantivo]» (nell’esempio in questione: la «Giornata Contro la Paura»), colpisce la deformazione semantica dell’inglese «No«. Nella lingua originale, «No+sostantivo» esprime la mancanza, assenza o proibizione di qualcosa e non una contrarietà. Si pensi a no smoking (vietato fumare), no cash transactions (non si accettano contanti), no pain no gain (nessun guadagno senza alcun sacrificio), no-fly zone (zona di non sorvolo), no filter (nessun filtro) ecc.
E se in italiano sarebbe corretto dire «Giornata del no alla paura», un possibile «No alla Paura Day», con la preposizione articolata «alla», avrebbe almeno mantenuto alcune sembianze di lingua italiana.
Al contrario, nel momento in cui decade persino «alla» per arrivare allo scheletrico «No alla Paura Day«, si conia una vera e propria struttura sintattica e lessicale creola che attinge allo stesso tempo da due lingue, e nessuna.

ESEMPLARE IBRIDO 4

Titoli sulla prima pagina de La Stampa, 28/01 e 01/02/2022, rispettivamente.

Ignoriamo le barriere di comprensione erette a scapito di tutti quei lettori che non parlano l’inglese (specialmente «on the go«, che ne richiederebbe una certa conoscenza) e concentriamoci sulla flessibilità della parola «beauty«. Il primo titolo trapianta fedelmente le regole sintattiche dell’inglese, con «beauty» aggettivato e precedente il sostantivo «routine«. In altre parole, l’italiano si apre generosamente a una locuzione inglese (anzi due, perché lo fa anche con «on the go«) per inserirla così com’è.
Nel secondo titolo, al contrario, «beauty» viene scritto dopo il sostantivo «miti».
Però se dell’inglese rimane solamente la parola nuda e cruda, che inserita dopo «miti» – o il suo equivalente inglese – perde interamente sia significato che ruolo grammaticale nella lingua originale, le regole dell’italiano sono invece violate con la perdita della preposizione «di», giacché si sarebbe detto altrimenti «miti di bellezza».
Eppure non siamo di fronte né a «miti di bellezza», né a «miti di beauty«, né a «beauty myths«. Siamo in presenza di qualcosa di nuovo, «miti beauty«.
Nessuno direbbe mai in italiano «i miti bellezza», così come nessuno si sognerebbe mai di scrivere «i miti ciclismo», «i miti cinema», o «i miti storia», senza alcuna preposizione.
Si noti invece come esista e si usi «i miti rock«, indice del fatto che la presenza – per quanto abbastanza a casaccio – di una parola inglese, crei magicamente delle nuove regole tra i costituenti dei sintagmi italiani. Si creano, appunto, licenze linguistiche di una lingua terza, un creolo.

ESEMPLARE IBRIDO 5

Pubblicità italiana di cibo per animali pet, 2021

Lungi dal parlare chiaro, come invece suggerisce la pubblicità nella foto, questo è uno degli esempi più tipici dell’itanglese del Secolo XXI. Al contrario dei prestiti linguistici del passato, oggi si osservano costantemente intere strutture (pseudo)inglesi trapiantate in una frase italiana con una confusione sintattica da far venire il mal di testa. In questo esempio, le regole dell’italiano sembrano imporsi riguardo alla posizione di «dry+wet«, inserito dopo quella che sarebbe la locuzione sostantivale. Sarebbe, perché in inglese corretto si tratterebbe di sostantivo solamente se scritto «mixed feeding«. La mutazione morfologica in «Mix feeding«, troncando -ed, ne stravolge la funzione grammaticale e, dunque, semantica, ingarbugliando le relazioni sintagmatiche con il resto della frase, si tratti di inglese o d’italiano.
Ancora una volta siamo davanti a una lingua terza, un creolo, in questo caso con l’interrogativo particolarmente marcato del perché si vogliano confondere gli utenti di un prodotto con una babele linguistica di questo tipo, che complica la vita sia a potenziali consumatori italiani che anglofoni.

ESEMPLARE IBRIDO 6

Giornali, riviste, manifesti e pubblicità in Italia, 2021-2022.

Sembra davvero incredibile come tanti linguisti di professione continuino a dire che la cascata di anglicismi nell’italiano sia «limitata a strati del lessico superficiale». Guardate come l’italiano degli ultimi anni abbia largamente sostituito la costruzione «senza + oggetto» a beneficio di un calderone linguistico esclusivamente fedele alle regole morfologiche dell’inglese. Plastic(-)free, Covid(-)free, fur(-)free, meatless, paperless. Persino l’aggettivo sportivo lascia sempre più spazio a sporty. Nell’immagine qui sopra ritroviamo anche il solito «no+sostantivo» analizzato nell’esempio no.3. Questa volta si riferisce al significato originale, cioè «senza» («senza makeup«, ovvero senza trucco), eccetto che ancora una volta la confusione sintattica e morfologica è mozzafiato. Se in inglese sarebbe «No make-up selfie» (con «make-up«, aggettivizzato con il trattino), e in italiano (accettando selfie) sarebbe «selfie senza trucco«, eccovi il creolo «selfie no make up» con parole in inglese sbilenco e sintassi ibrida. Che casino.

ESEMPLARE IBRIDO 7

Titoli da (dall’altro verso il basso): La Stampa, Il Sole 24 Ore, Il Foglio, 2021-22

Altra tipicità del creolo itanglese è quella di mutilare arbitrariamente l’inglese, sostantivizzando quello che, nella lingua originale, è un semplice aggettivo. Ecco dunque la sfilata di recovery [fund], spending [review], flagship [store], lobby [group], automotive [sector], basket[ball], Champions [League] e tante altre espressioni che, senza il corrispondente sostantivo vedono il proprio significato completamente stravolto.

ESEMPLARE IBRIDO 8

L’ultimo esempio riguarda le interiezioni, le esclamazioni e i segnali discorsivi in inglese, ormai entrati nell’uso comune degli italiani mentre comunicano tra di loro. Un semplice sguardo alle reti sociali (i «social» in itanglese), da’ l’idea di quanto ormai si arrivi a mischiare comunemente anyway, thank you, oh my God, like, sorry e tanti altri in frasi italiane.
L’immagine qui sotto, ripresa da una famosa rivista italiana, mostra – tra gemme linguistiche da farci una conferenza – l’uso dell’esclamazione «awwww«, l’equivalente angloamericano di quello che fino a ieri in italiano sarebbe stato «oooooh».

Insomma, nell’Italia del 2022, anzi del Venti Ventidue, si osservano senza neanche troppo sforzo mutazioni strutturali che vanno ben oltre le semplici sosituzioni lessicali. Solamente per questa ragione, non ha alcun senso comparare il fenomeno attuale con la moda dei francesismi del secolo XIX e dei primi del secolo XX. Similitudini più perspicaci sono piuttosto quelle relative alla creolizzazione avvenuta nelle ex colonie, per esempio britanniche, statunitensi, francesi, e spagnole.

Autore: Peter Doubt
Grazie agli iscritti a Campagna per salvare l’italiano per le immagini.

2 comentarios en “Oltre il lessico: 8 esempi strutturali di creolizzazione

  1. Pingback: L’identità dell’italiano davanti allo tsunami anglicus | Diciamolo in italiano

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